Un asserto può essere vero o falso, non esiste una terza possibilità. Ma realmente un asserto può essere solo vero o falso?
La
Logica aristotelica, che è anche la base della nostra Logica
occidentale, prende la definizione di «Logica a due valori» proprio da
questo principio. È infatti tipicamente occidentale dividere la realtà
in estremi opposti e inconciliabili, buono e cattivo, morale e immorale,
bene e male, anima e corpo, materia e spirito. «A o non A», da questa
dicotomia non si scappa, non si è mai scappati, e la Fisica, fino alla
prima metà del secolo scorso, costituiva il fiore all’occhiello di
questo principio.
Scrive Paolo Accomazzi nel suo sito:
"La
logica aristotelica, che è anche la base della nostra logica
occidentale, prende la definizione di logica a due valori proprio da
questo principio. E' infatti tipicamente occidentale dividere la realtà
in estremi opposti ed inconciliabili, buono e cattivo, morale ed
immorale, bene e male, anima e corpo, materia e spirito.
Questi
semplici e innoqui giochi di parole nascondono delle prese di posizione
che se non esplicitate a dovere possono far nascere delle profonde
contraddizioni. Queste contraddizioni sono insite nel nostro modo di
pensare e di concepire la realtà, e ce le portiamo dietro finchè non
riusciamo ad identificarle alla radice. La Meccanica Quantistica, in
quanto a volte in conflitto con la nostra idea classica di razionalità,
ci aiuta in questo processo di chiarimento di cos'è veramente la realtà
al di là dell'idea che noi ci siamo fatti di essa. Essa ci aiuta ad
identificare le proprietà vere del mondo e a chiarire che
l'intelligibilità del reale in termini razionali non è una proprietà del
mondo ma è una proprietà del nostro modo di guardare alla realtà. E'
come una persona con un paio di occhiali con le lenti rosse sul naso,
che insiste a dire che tutto è colorato di rosso.
La Meccanica
Quantistica, con le straordinarie sfide che impone al nostro tentativo
di comprendere, è una maestra preziosa nell'opera di aiutarci a
distinguere quanto della realtà abbiamo compreso veramente e quante sono
invece le idee preconcette che derivano dal nostro modo di osservare la
realtà. La logica a due valori è troppo povera per descrivere la
realtà."
E penso che abbia ragione: la Fisica ha storicamente e
moralmente il compito di indagare l’Universo, di percepirlo per quello
che realmente è, ovvero di guidare l’uomo verso un forma finale di
illuminazione, proprio come inteso nel sacro testo indiano. Il percorso
intrapreso da questa elitaria e raffinata scienza iniziò secoli
addietro, grazie ad alcuni filosofi che operarono una drastica scelta,
decidendo che una e una sola era la logica della Natura e che
altrettanto unico era il linguaggio in cui la Natura si esprimeva.
Questa Logica era quella aristotelica, mentre il linguaggio eletto era
la Matematica: perché si arrivò a questa scelta? Perchè il linguaggio
allegorico dell'Alchimia non fu sufficiente? Perchè il linguaggio sacro
dell'induismo non fu così forte?
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