La società umana nel corso della sua storia a un certo punto ha
operato una scelta, potente, profonda, fondamentale: ha scelto che
occorreva stabilità a se stessa ma anche a tutto quello che la
circondava, mondo compreso. Realtà soprattutto.
Ogni cosa ha un
ordine precostituito che l'uomo in quanto tale ha la possibilità, il
compito, il dovere di trovare, esplicitare e manifestare tramite il più
ordinato dei linguaggi, quello della scienza.
Chi ha scelto? E soprattutto, perchè hanno scelto per me?
Non
voglio che il mondo sia ordinato, non voglio che la rete per spiegare
delle macchie casuali sia scelta da qualcuno. Non voglio la rete. Anzi,
voglio la libertà di cambiare le maglie ogni volta che voglio, perchè
tanto le macchie sono sempre e solo macchie. Accidenti contingenti.
Il
necessario del mondo è Altrove. Ed è lì che la rete degli Altri non ci
vuole fare andare. Nella crepa. Nell'indicibile. Nell'ineffabile.
Rifiuto questa scienza della superstizione.
venerdì 23 novembre 2007
sabato 3 novembre 2007
respirare... solo respirare
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare:
profondamente, velocemente, oltre le proprie possibilità, oltre ogni
blocco fisico.
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare: incessantemente ingerire aria con forza e buttarla fuori con la stessa forza, veloce, spasmodicamente, con furia assoluta.
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare: così la realtà fisica si distrugge e inizia il viaggio più imporante di tutti, quello nel Sé, nell'Io, fino alla sua morte, fino a Dio.
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare: ogni altra cosa è solo un accidente e non può e non deve distrarre.
Respirare... respirare... respirare...
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare: incessantemente ingerire aria con forza e buttarla fuori con la stessa forza, veloce, spasmodicamente, con furia assoluta.
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare: così la realtà fisica si distrugge e inizia il viaggio più imporante di tutti, quello nel Sé, nell'Io, fino alla sua morte, fino a Dio.
Uno, due, tre, quattro... respirare, importa solo respirare: ogni altra cosa è solo un accidente e non può e non deve distrarre.
Respirare... respirare... respirare...
mercoledì 5 settembre 2007
Consapevolezza
Alan Watts riassume l’effetto prodotto delle sostanze psicotrope sulla propria coscienza in quattro fondamentali caratteristiche.
1) Concentrazione sul presente. La nostra abituale attenzione compulsiva per il futuro diminuisce e diveniamo consapevoli dell’importanza e dell’interesse di quanto sta accadendo nel presente.
2) Consapevolezza della polarità. La vivida comprensione che stati, cose ed eventi che abitualmente riteniamo opposti sono in realtà interdipendenti, come i poli di un magnete. Riusciamo così a vedere l’interiore unità di cose esteriormente differenti: sé ed altro, soggetto e oggetto, destra e sinistra, maschile e femminile, corpo solido e spazio, figura e sfondo, organismo e ambiente, santo e peccatore, ecc. Ogni elemento dell’esistenza è definibile solo grazie all’esistenza del suo corrispondente polare e a mano a mano che questa consapevolezza cresce diviene più intensa la percezione che noi stessi siamo complementari rispetto all’universo che ci circonda, cosicché la nostra esistenza implica quella di qualsiasi altra cosa. La sensazione è di essere qualcosa che l’intero universo sta producendo e, contemporaneamente, che l’universo intero è qualcosa che noi produciamo.
3) Consapevolezza della relatività. Comprendiamo di essere legati ad una infinita gerarchia di processi e di esseri, dalle molecole agli esseri umani, nella quale ogni livello è soggetto alle medesime infinite relazioni. Questo può farci percepire che tutte le forme di vita non sono che innumerevoli e mutevoli variazioni di un singolo tema, e la vita e la morte aspetti di un unico processo.
4) Consapevolezza dell’energia eterna. Il sentimento di unità con l’immensa energia, definibile anche come divinità, che permea e costituisce nella sua essenza e nelle sue manifestazioni l’intero universo.
Credo che 4 forme di consapevolezza siano basililari per la corretta vita di ogni uomo su questa terrà: dovrò meditarci su molto attentamente.
1) Concentrazione sul presente. La nostra abituale attenzione compulsiva per il futuro diminuisce e diveniamo consapevoli dell’importanza e dell’interesse di quanto sta accadendo nel presente.
2) Consapevolezza della polarità. La vivida comprensione che stati, cose ed eventi che abitualmente riteniamo opposti sono in realtà interdipendenti, come i poli di un magnete. Riusciamo così a vedere l’interiore unità di cose esteriormente differenti: sé ed altro, soggetto e oggetto, destra e sinistra, maschile e femminile, corpo solido e spazio, figura e sfondo, organismo e ambiente, santo e peccatore, ecc. Ogni elemento dell’esistenza è definibile solo grazie all’esistenza del suo corrispondente polare e a mano a mano che questa consapevolezza cresce diviene più intensa la percezione che noi stessi siamo complementari rispetto all’universo che ci circonda, cosicché la nostra esistenza implica quella di qualsiasi altra cosa. La sensazione è di essere qualcosa che l’intero universo sta producendo e, contemporaneamente, che l’universo intero è qualcosa che noi produciamo.
3) Consapevolezza della relatività. Comprendiamo di essere legati ad una infinita gerarchia di processi e di esseri, dalle molecole agli esseri umani, nella quale ogni livello è soggetto alle medesime infinite relazioni. Questo può farci percepire che tutte le forme di vita non sono che innumerevoli e mutevoli variazioni di un singolo tema, e la vita e la morte aspetti di un unico processo.
4) Consapevolezza dell’energia eterna. Il sentimento di unità con l’immensa energia, definibile anche come divinità, che permea e costituisce nella sua essenza e nelle sue manifestazioni l’intero universo.
Credo che 4 forme di consapevolezza siano basililari per la corretta vita di ogni uomo su questa terrà: dovrò meditarci su molto attentamente.
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