
Domenica pomeriggio io e il mio amico Leo siamo stati invitati a
presentare il nostro libro: Fisica Lisergica, scritto a 3 mani e mezza
un anno fa... è stato davvero strano ritrovarsi nel dojo zen che
frequentiamo ed essere per la prima volta
dall'altra parte, ovvero dalla parte (quasi) del maestro.
Abbiamo
parlato per la prima volta in pubblico del nostro libro e mentre lo
facevo mi rendevo conto di quante cose avevo visto e "studiato" prima di
scriverlo, ma allo stesso tempo del fatto che seguendo le indicazione
della redazione mi ero mantenuto un poco sul vago, quasi sul faceto,
sicuramente sull'autoironico: insomma, chi vuoi che prenda sul serio un
libro sui punti di contatto tra la fisica moderna (quella dei campi,
delle stringhe e della rinormalizzazione) e la rivoluzione psichedelica
degli anni '60 (quella dei figli dei fiori, per capirci)... in fondo,
mentre si scriveva il libro neanche io ci credevo poi tanto a quello che
mettevo sulla carta (elettronica), ma poi, piano piano, uno schema
nascosto incominciava ad apparire e punti di contatto si manifestavano
dove prima c'erano solo macchie scure. Alla fine del cammino di
scrittura, io stesso ero cambiato: come in una ricerca interiore, il
processo stesso della ricerca aveva agito su di me, mutandomi e inziando
quel lento processo di cambiamento che poi si concretizzo in
Khuzuk e nell'
esperienza svedese. Lisergico, non c'è che dire!
"
Beliefs allow the mind to stop functioning. A non-functioning mind is clinically dead. Believe in nothing" disse
Timothy Leary: è proprio vero!