Occorreva
premunirsi prima della partenza in Svezia: nel caso durante il live il
mio personaggio fosse stato ucciso, cosa avrei fatto per tutto il tempo
nel campo base fuori gioco? E' così ero alla ricerca di un libro da
portarmi appresso, un libro carino, leggero e che fosse abbastanza vario
da non mandarmi in noia troppo presto. Decisi quindi di acquistare un
libro di racconti, un'antologia di autori diversi, in modo da evitare la
noai durante la lettura: sapete com'è, quando beccate un libro che non
vi piace, no?
Il caso (o il destino, fate voi) ha voluto che mi
imbattessi in un'antologia nordica, (Nordic Light della Mondadori), di
giovani autori, danesi, norvegesi e svedesi: scopo della raccolta è
quello di avvicinare a una letteratura europea, ben poco conosciuta in
Europa, a causa delle difficoltà linguistica, e allo stesso tempo di
guidare il lettore all'interno del disagio giovanile nordico... wow!
Perchè non comprarlo?
Mi sono poi ritrovato travolto da eventi che
bene o male sono narrati in questo blog e non ho avuto la fortuna e
l'occasione di leggere il libro in Svezia, ma l'ho letteralmente
divorato al mio ritorno dal nord... che dire: stando in quel paese così
lontano emotivamente dall'Europa mi ero accorto che il mondo per loro
doveva apparire diverso e diversamente lo dovevano pure vivere.
Per
me è trattato di vivere in un universo perfetto, dove tutto scorreva a
un ritmo calmo, preciso, scandito da un grande orologio invisibile: ogni
membro di quella comunità all'apparenza costituiva ai miei occhi un
ingranaggio perfettamente intergrato con il resto... era affascinante da
osservare, ma forse lo era solo dall'esterno? Il libro mi fa pensare di
sì: il disagio espresso all'interno, la tristezza e la brutalità che
emergono da quelle pagine, mi fanno pensare che la perfezione del
meccanismo nordico sia bello solo per chi non ne costituisce una
parte... sono contento di aver letto il libro dopo essere stato in
Svezia, perchè ne è potuta nascere una riflessione più genuina.
Stupendo
il racconto di un giovane trentenne svedese che scorre
contemporaneamente su tre livelli temporali differenti, che alcune volte
si mischiano in stile hiphop: difficile da seguire, ma sicuramente
d'effetto.
Stranamente rimane fuori dai giochi la misteriosa
Finlandia: il popolo finnico mi incuriosisce sempre più e credo che ben
presto lo andrò a trovare nella sua dimora, fredda e lontanta...
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